
La
vita della “Croce” ha inizio il fatidico 1 luglio
1907, giorno in cui un gruppo
di volenterosi cittadini rapallese fondò una società
di pubblica assistenza e soccorso che venne denominata “Croce
Bianca Rapallese”.
Il primo consiglio direttivo provvisorio fu nominato dall’allora
ristretto numero di soci nelle persone dei signori avv Attilio
Bavestrello, Presidente; Roberto Croce, Vice Presidente; notaio
Prospero Antola, Segretario; Vice segretario e consulente
legale avv Eugenio Bontà; Consiglieri Giovanni Felugo,
Leopoldo Noce, Emilio Viacava, avv Andrea Canessa, Emanuele
Vanisco, Giovanni Bafico.
L’Associazione ebbe come sede un unico vano sito nel
palazzo comunale di Via Magenta, un edificio che, per la sua
vetustà, aveva continuamente bisogno di restauri e
riparazioni.
Il 1 ottobre 1907 l’Ente, per mancanza di fondi, decise
di chiedere in prestito una barella a mano alla Croce Verde
Genovese. Non era trascorso molto tempo dalla data di nascita
allorché venne il tragico terremoto che rase al suolo
Reggio Calabria e Messina.
L’eco
dell’apocalittica catastrofe giunse anche a Rapallo
che allora era solamente un piccolo borgo ed un gruppo
di volenterosi militi dell’Ente decisero di partire
alla volta di quelle città per cercare di portare
aiuto e soccorso a quelle popolazioni così duramente
colpite.
A seguito di questa impresa, l’allora Presidente
del Consiglio e Ministro dell’Interno del Regno
d’Italia, Giovanni Giolitti, concesse l’ambita
“Menzione onorevole”.
Il 18 luglio 1909, a circa
due anni dalla sua costituzione, la Croce Bianca inaugura
la sua prima bandiera, scrupolosamente conservata
presso gli attuali locali dell’Ente e realizzata
con finissimo ricamo eseguito completamente a mano.
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L’uso
della barella a mano si prolungò fino al 1923, anno
nel quale con molti sacrifici, venne acquistata la prima autoambulanza,
la “Chassy Lancia”.
Durante il primo conflitto mondiale i Militi, utilizzando
una barella a ruote e quattro barelle da campo, si prodigarono
nel trasporto dei feriti di guerra dai treni della Croce Rossa
agli alberghi cittadini adibiti ad ospedali militari.
Nel 1923 i nostri Militi accorsero in Toscana per mitigare
con il loto provvidenziale intervento le conseguenze della
tragica esplosione verificatasi in una polveriera della Garfagnana.
La lussuosa Lancia sopra menzionata venne inaugurata nel cortile
della Croce Bianca; fu benedetta in una piazza prospiciente
il mare cosicché tutta la popolazione potesse assistere
alla singolare cerimonia.
Nel 1930 alla Lancia venne affiancata una seconda
autoambulanza e questa volta la scelta cadde su di
un’auto straniera, una Citroen, benedetta dall’allora
Arciprete Mons. Nestori.
Si giunse così agli anni trenta e quaranta, ed alla
Croce Bianca toccò la stessa sorte di tante analoghe
associazioni, venne cioè assorbita ed incorporata,
per volere del governo fascista, nella Croce Rossa Italiana
perdendo ogni autonomia.
I Militi dell’Ente continuarono a fare servizio e furono
a Genova durante i terribili bombardamenti ed in tutta la
Riviera.
Finalmente si giunse al 1945. Subito dopo la Liberazione,
su iniziativa del socio Pietro Mancini, venne proposta ed
accettata la rinascita della P.A. Croce Bianca Rapallese.
Il sodalizio poté riprendere le antiche insegne ed
allo stemma dell’Ente comprendente una croce bianca
splendente in campo azzurro tornò ad affiancarsi lo
stemma comunale di Rapallo.
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Nel
1956 arrivò la seconda macchina, l’ultramoderna
1100, battezzata “Anna Maria”.
Nel 1957 ricorreva il cinquantesimo anniversario della
fondazione che l’allora Consiglio di Amministrazione
festeggiò adeguatamente premiando i propri Militi
presso il Chiosco della Musica sul Lungomare Vittorio
Veneto.
È doveroso ricordare che in quegli anni la sede
dell’Ente si arricchì di un socio particolare,
la signora Erminia Polenghi. Nel 1960 ricevette una
medaglia d’oro per meriti speciali acquisiti nell’indimenticabile
attività di custode della sede e per le amorevoli
premure profuse verso tutti i Militi che affettuosamente
la chiamavano “Nonna “Erminia”. |
Dopo
tempo, si dovettero affrontare nuovi dolorosi eventi: la sciagura
del Vajont, al termine della quel il Ministro dell’Interno
inviò all’Ente una attestato di “pubblica
benemerenza al merito civile”.
Il 3 novembre 1963 insieme ad una uova auto, alla presenza
del Ministro Giorgio Bo, venne inaugurata l’attuale
sede in piazza Cile. Dopo un anno circa il parco macchine
si arricchì di un’altra autoambulanza, una Fiat
1500.
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Poca
alla volta le attrezzature sanitarie dell’Ente
crescevano, tanto che vennero acquisiti un pulmoplast,
due incubatrici portatili, rianimatori per intossicati
da ossido di carbonio, stecche per arti fratturati,
tende ad ossigeno ed altri materiali di primo soccorso.
Nel 1966 la Croce Bianca accorse gli alluvionati di
Piove di Sacco.
Il 25 settembre 1967, con decreto 1408 del Presidente
della Repubblica, la Croce Bianca Rapallese venne eretta
ad Ente Morale. In quegli anni vennero inaugurate ben
tre sottosezioni: Santa Maria del Campo, S. Anna, San
Maurizio dei Monti, sedi dotate di ambulatorio, ma che
vissero vicende alterne.
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Intanto
l’11 luglio 1969, ad opera di alcuni militi della Bianca,
nasceva la P.A. Volontari del Soccorso di S. Anna.
Nel 1974 venne eletto alla Presidenza dell’Ente il dott.
Domenico Criscuolo, il quale affrontò difficoltà
all’apparenza insormontabili grazie alla propria cocciutaggine,
al sacrificio, al senso di praticità. Nel maggio 1975
l’Associazione organizzò la prima marcia della
Solidarietà; pellegrinaggio per raggiungere il monte
tanto caro alla città ove apparse N.S. di Montallegro.
Nel dicembre 1975 iniziò quella che ancora oggi è
una splendida tradizione: la realizzazione del presepe artistico
all’interno della sede sociale.
Sempre
nel 1975 va ricordata un’importante iniziativa attivata
dalla Croce: il servizio di Guardia Medica, allora prestato
senza contributo. Da questa idea è nata l’attuale
convenzione con l’allora l’USL XVIII.
Nel 1976 i nostri Militi andarono in Friuli in occasione del
tremendo terremoto.
Poi si ricorda nel 1980 il soccorso in Irpinia, a conforto
dei terremotati.
Il 5 maggio 1985 venne inaugurato ufficialmente l’ampliamento
della sede sociale di piazza Cile con la costruzione di un
piano rialzato e di un piano seminterrato. Il tutto grazie,
ancora una volta, all’infaticabile opera dei nostri
Militi. La vita dell’Ente è costellata soprattutto
dal ritmo dei servizi ma non mancano episodi semplici e di
toccante umanità, come quando nell’agosto 1986,
i Militi raccolsero in autostrada un cane lupo: Rocky, mascotte
dell’Associazione. Purtroppo oggi quel compagno di giochi
ci ha lasciato, ma in tutti noi sono chiare e rimarranno limpide
le emozioni provate insieme a lui.
Nel
1992 alcuni Militi consegnano generi di prima necessità
nella città croata di Abbazia.
Nel 1995, in collaborazione con Time for Peace, l’Ente
partecipa alle opere di soccorso in territorio bosniaco, nella
città di Mostar, trasportando una bambina musulmana
operata all’Ospedale Gaslini di Genova.
Nel 1996 la Croce Bianca promuove un’iniziativa umanitaria
ospitando presso famiglie residenti nel Tigullio, per un mese
circa, alcuni orfani russi provenienti dall’Orfanotrofio
1845 di Mosca. Ancora oggi questo progetto continua nella
speranza di poter alleviare i dolori e le sofferenze di queste
piccoli orfani.
Negli
ultimi anni del secolo gli interventi ed i servizi dell’Ente
aumentano a dismisura; la formazione dei Militi diventa qualcosa
di serio e di programmato da persone qualificate.
Le scelte del Consiglio di Amministrazione sono sempre state
indirizzate a creare una Pubblica Assistenza unica ed incopiabile
per spirito di servizio, per umanità e per il desiderio
di mettere in pratica al meglio il motto dell’Ente:
Ubi necessitas adsum.
Oggi, oramai nel nuovo millennio, i mezzi si aggiornano con
l’ausilio di una nuova barca ambulanza, di una motomedica
e di nuove autoambulanze dotate di tutte le attrezzature necessarie
all’espletamento dei servizi ordinari e delle emergenze.
E
la vita della “Bianca” continua…
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